Primo anniversario di morte di Lorena Quaranta, 27enne favarese vittima di femminicidio
Oggi 31 marzo 2021 ricorre il primo anniversario della morte di Lorena Quaranta, giovane ventisettenne favarese vittima di femminicidio. Lorena morì l’anno scorso a Furci Siculo, in provincia di Messina, dove viveva per motivi di studio, dopo essere stata strangolata. A denunciare la sua morte è stato colui che ha detto di essere stato il suo assassino, il reo confesso Antonio de Pace, suo fidanzato.
Una terribile notizia che ha scosso la comunità favarese ma anche quella del mondo universitario di Messina dove Lorena studiava per diventare dottoressa in medicina e chirurgia.
Secondo il sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Messina, dott. Roberto Conte, l’omicidio sarebbe stato l’esito di una lite.
De Pace, che conviveva con la ragazza, avrebbe colpito Lorena con un oggetto contundente alla fronte, quindi l’avrebbe strangolata fino a causarle un arresto cardio-respiratorio.
Tre le aggravanti contestate a De Pace nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari.
Il giovane avrebbe commesso il fatto “contro persona legata al colpevole da relazione affettiva e con esso stabilmente convivente”. Secondo l’accusa avrebbe anche “commesso il fatto con premeditazione”. Il Sostituto procuratore ha sottolineato che prima di commettere l’omicidio De Pace avrebbe inviato due messaggi WhatsApp alla sorella e al fratello, con i quali avrebbe manifestato la volontà di trasferire i propri risparmi, accumulati nel proprio conto corrente, ai nipoti; messaggi che avrebbe poi cancellato dal suo cellulare per non lasciare traccia.
Inoltre De Pace avrebbe commesso il fatto “per motivi abbietti e futili” usando come pretesto una lite incorsa con Lorena.
Appena arrestato De Pace parlò pure al PM di uno stato di ansia legato alla situazione della pandemia da covid-19 dichiarando di essere stato contagiato da Lorena. I successivi esiti dei tamponi avrebbero invece dato esito negativo.
Dopo l’autopsia, il corpo della giovane ha potuto fare rientro a Favara dove ad aspettarla c’era una città che aveva steso lenzuola bianche ai balconi: bianche come il camice che indossava.
Per via del lockdown appena istituito per la prima volta, Lorena non poté avere un funerale partecipato. Sicilia TV, per permettere a tutti di riunirsi almeno virtualmente trasmise in diretta televisiva e sul web i momenti di arrivo della salma a Favara seguendo il percorso cittadino fatto dall’auto con a bordo la bara che conteneva il corpo di quella giovane vittima strappata all’affetto dei suoi cari.
Giunti al cimitero, con la presenza di parenti più vicini, fu salutata per l’ultima volta.
Un corteo che richiamò alla mente di qualcuno, un altro corteo, stavolta diverso. Favara aveva potuto vedere Lorena diciassette anni prima transitare, per alcune di quelle vie, nelle vesti di “regina” protagonista di una rappresentazione che aveva coinvolto diversi istituti scolastici della città.
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