Si è svolto ieri, 14 gennaio, a Roma, presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il convegno nazionale “Educare all’inclusione”, promosso dal Ministero in collaborazione con EuroSofia, in occasione del 50° anniversario del documento Falcucci del 1975. Il testo rappresentò una svolta storica per la scuola italiana, ponendo le basi dell’inclusione scolastica e sancendo il diritto di tutti gli alunni a partecipare pienamente alla vita scolastica, superando il modello delle classi speciali.
Ad aprire i lavori è stata il sottosegretario al Ministero dell’Istruzione e del Merito, Paola Frassinetti, che ha richiamato il valore del percorso avviato cinquant’anni fa. Nel suo intervento ha evidenziato come il sistema scolastico italiano venga ancora oggi considerato un punto di riferimento sul piano dell’inclusione anche a livello europeo.

Tra i contributi centrali del convegno ha spiccato quello del professor Ernesto Ciracì, esperto nazionale di inclusione scolastica, direttore dei corsi EuroSofia e presidente Misos, nonché docente dell’Istituto Comprensivo “Vitaliano Brancati” di Favara. Ciracì ha ripercorso l’evoluzione normativa e culturale della scuola italiana negli ultimi decenni, soffermandosi sulle pratiche educative inclusive e sulle nuove sfide legate all’innovazione tecnologica. Particolare attenzione è stata dedicata alla figura del docente di sostegno, alla necessità di una formazione continua e al ruolo strategico dell’intero consiglio di classe nei percorsi di inclusione.
Un altro intervento di rilievo è stato quello di Marcello Pacifico, presidente dell’Accademia Cesi, che ha ribadito con forza come l’inclusione rappresenti un principio irrinunciabile del sistema scolastico italiano. Pacifico ha sottolineato che un ritorno alle classi speciali costituirebbe un arretramento culturale e civile, richiamando il pensiero di Franca Falcucci e il valore della dignità della persona come fondamento del diritto all’istruzione. Secondo Pacifico, la diversità deve essere riconosciuta e valorizzata all’interno delle classi comuni.
Nel corso dell’incontro è emersa una riflessione condivisa sul cammino compiuto dalla scuola italiana e sulle criticità ancora aperte, in particolare sul tema della continuità didattica e della stabilizzazione dei docenti di sostegno. Il convegno ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, esperti e operatori scolastici, confermando l’inclusione come pilastro della scuola e della democrazia.
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